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Qual è il livello di istruzione delle persone con disabilità rispetto al resto della popolazione?
Sul tema dell’integrazione scolastica degli alunni con disabilità l’Italia fin dagli anni '70 è stata all’avanguardia assumendo un ruolo di leadership, anche in ambito europeo, grazie alle politiche che ha attuato sull’integrazione scolastica degli alunni con disabilità all’interno della scuola cosiddetta “normale”.
Ciò emerge con evidenza anche dai risultati del progetto ”Special Needs Education” che l’OCSE ha condotto fra i Paesi europei per verificare il processo di integrazione degli studenti svantaggiati nelle scuole normali. Da questa ricerca l’Italia si classifica tra i paesi più sviluppati sotto questo punto di vista essendo, probabilmente, il Paese in Europa dove maggiore è l'integrazione delle persone con disabilità all’interno delle scuole normali.
Venendo invece ai dati numerici secondo quanto emerge dall’indagine multiscopo dell’ISTAT su “Condizioni di salute e ricorso ai servizi sanitari” condotta nel 1999/2000 e che ad oggi costituisce attualmente l’unica fonte di dati organizzata, informatizzata ed uniforme a livello territoriale capace di fornire un quadro abbastanza completo sulle persone con disabilità; i dati relativi alla distribuzione delle persone con disabilità e senza disabilità, secondo il titolo di studio più elevato raggiunto, evidenziano che le persone con disabilità conseguono per lo più titoli di studio medio-bassi.
Le persone con disabilità che hanno la licenza elementare e media sono infatti il 56,5% e tra questi solo il 10,4% raggiunge un titolo di studio superiore; tra i non disabili invece il 55,3% ha un livello di istruzione basso, mentre il 39,8% consegue un diploma o una laurea.
Il divario si attenua nelle fasce di età più anziane anche se rimane consistente tra i giovani e gli adulti.
In particolare, nella classe di età 15-44 anni il 35,6% delle persone con disabilità è diplomato o laureato contro il 53,4% delle persone senza disabilità; mentre il 47,9% delle persone con disabilità dichiara di possedere un titolo di studio non superiore alla licenza media rispetto al 46,1% delle persone senza disabilità. Nella stessa classe di età, i maschi e le femmine con disabilità, senza titolo di studio, presentano dei valori leggermente differenti, che sono rispettivamente il 17,7% e il 15,3%, mentre per le persone non disabili si riscontrano non solo valori più bassi, ma anche quasi uguali tra i due sessi, rispettivamente 0,4% e 0,6%.
Tra gli adulti di 45-64 anni il 16,8% delle persone con disabilità è diplomato o laureato contro il
31,7% delle persone non disabili; si evidenzia inoltre che tra i disabili le donne senza titolo di studio sono il 22,5% contro il 12,6% degli uomini; mentre tra i non disabili tali valori subiscono una forte riduzione sempre a favore degli uomini, infatti, gli uomini non disabili senza titolo di studio sono il 2,6% contro il 5,7% delle donne.
Considerando la distribuzione delle persone con disabilità per titolo di studio e per tipo di disabilità, si evidenzia che la percentuale più elevata (11,9%) di coloro che conseguono un diploma superiore o una laurea è relativa alle persone con difficoltà sensoriali (di vista, udito e parola) mentre il valore più basso (7,7%) è quello relativo alle persone con disabilità nelle funzioni della vita quotidiana.
In generale, la concentrazione delle persone con disabilità nei livelli d’istruzione più bassi, può essere in parte imputata all’elevata percentuale di persone anziane presenti nella popolazione oggetto di studio, ovvero quella popolazione anziana che essendo disabile e non potendo usufruire delle “recenti” normative a favore dell’integrazione sociale delle persone con disabilità, non ha potuto accedere a livelli superiori d’istruzione.
I dati sugli studenti con disabilità iscritti all'Università statale presentano un trend crescente.
Infatti dall'anno accademico 2000-01 all'anno accademico 2002-03 gli studenti con disabilità passano da 4.813 iscritti (3 per mille del totale degli studenti iscritti all’Università nell’a.a. 2000-01) a 6.980 iscritti (4,2 per mille del totale degli studenti iscritti all’Università nell’a.a. 2002-03); in particolare nel triennio considerato si ha un incremento relativo pari al 45%.
La distribuzione per tipologia di disabilità mostra che gli studenti con disabilità motorie costituiscono la percentuale maggiore (32,98%) degli iscritti disabili all'anno accademico 2002-03, mentre le percentuali minori si riscontrano nei casi di studenti con dislessia (1,32%) e con difficoltà mentali (2,97%).
A livello territoriale, le percentuali maggiori di studenti con disabilità iscritti all'Università statale nell'anno accademico 2002-03, sul totale degli iscritti, si hanno nel Sud e nelle Isole (rispettivamente 4 per mille e 5,2 per mille del totale degli iscritti) e al Centro (4,9 per mille), mentre al Nord gli studenti con disabilità iscritti all’Università sono 3,6 per mille.
Dai dati sopra riportati emerge quindi un trend crescente della frequenza scolastica degli alunni con disabilità in ogni ordine scolastico ed anche tra gli studenti con disabilità iscritti presso le Università Statali.
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