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GF "cieco ma ci vede"


Notizia del 2 febbraio  2009

L’effetto mediatico del Grande Fratello, anche quest’anno ha suscitato curiosità, chiacchiere e una certa dose di polemiche.
Nello specchio del GF , uno spaccato della nostra società, dalla 21enne di Varese con il suo decolté da guinnes, al rom approdato in Italia da clandestino o alla ragazza lesbica. Ma quello che ha suscitato più interesse mediatico è stato Gerry Longo il non vedente, o cieco o orbo come si definisce lui.

Leggendo tra le varie opinioni, ci imbattiamo in una dichiarazione di Carlo Rienzi presidente del Codacons di cui riportiamo le sue parole nel parlare di Gerry: “…..un espediente per alzare l’audience, da tempo astutamente annunciato dalla produzione del programma, che così ha mantenuto alta l’attenzione dei mass media e dei telespettatori sulla trasmissione. Crediamo che sbattere un cieco nella casa del GF non porti alcun vantaggio alla categoria dei non vedenti e rappresenti solo un mezzo per alzare l’audience, nella spasmodica ricerca di situazioni sempre più al limite in grado di garantire ascolti elevati. Ribadiamo la nostra contrarietà all’ingresso del concorrente perché siamo contrari alla spettacolarizzazione della disabilità”

Di parere diverso il Presidente UIC Tommaso Daniele che dice:” Ogni cieco è una persona, e come tale, diversa e particolare…..e al di là del giudizio che possiamo avere della trasmissione, un cieco ha il diritto come tutti gli altri a partecipare ad una trasmissione televisiva”.

L’affermazione del Presidente del Codacons,  ha sollevato un coro di voci contrarie come quella del  Presidente di ANTHAI Osanna Brugnoli che dice: “ Sono io contrariata a ciò che asserisce il Sig. Rienzi. La libera scelta di Gerry di entrare nel GF rimane esclusivamente  sua, come ogni concorrente con le sue tipicità, ed è proprio Rienzi che adoperando la parola “categoria” nel suo discorso , fa la discriminazione di Gerry ,sia come persona , sia come non conoscitore del “pianeta handicap”.

Il Presidente di FIABA Giuseppe Trieste, trova invece piena condivisione nel pensiero espresso dal Presidente dell’UIC Tommaso Daniele e ribadisce: “Da anni ci battiamo per una valutazione soggettiva di qualsiasi individuo e per far comprendere che l’handicap, visto sempre come  limitazione è invece un valore aggiunto. Grazie al GF il nostro compito si semplifica, perchè vedendo Gerry , una persona così intelligente estroversa e rassicurante, è la giusta interpretazione di quello che noi intendiamo per l’abbattimento di ogni barriera, dimostrando che il concetto di “normalità” non esiste.

La voce di Valentina Valenti, disabile gravissima e Presidente dell’associazione Valentina.Visto che il timore è quello che un disabile  fa aumentare l’auditel, dichiaro la mia disponibilità a partecipare alle trasmissioni di Bruno Vespa, di Costanzo, di Santoro, Bonolis e di altri importanti ed omessi, al fine di aumentare l’auditel delle loro trasmissioni. Ma si vuole veramente aumentare l’auditel aprendo le porte sul mondo variegato della disabilità…..???

La voce di Saveria Dandini Presidente FIDIA (Federazione Italiana Diversamente Abili) : “Tra tutti i partecipanti al GF la persona più positiva, più ricca di valori e di sana vitalità è proprio Gerry. Vogliamo continuare a dare messaggi “discutibili” alle nuove generazioni che amano vedere questi programmi live? O vogliamo dare finalmente modelli di vita positivi che affrontano la realtà, qualunque essa sia, con spirito costruttivo e con entusiasmo, cercando un dialogo con l’altro l’amicizia e la condivisione e non lo scontro e la prevaricazione? “Sbattere un cieco nella casa del Grande Fratello” non “spettacolarizza” la disabilità, ma si da una lezione di vita. Vorrei vedere un maggior numero di cosiddetti “disabili” nelle trasmissioni televisive, forse riusciremmo a comprenderci meglio.

Ben venga un reality che con spirito costruttivo che  rappresenti il vissuto quotidiano di ogni tipo di persona per far comprendere il più possibile le  eterogeneità di ognuno, e per un ulteriore abbattimento di tutte quelle barriere ancora esistenti nel mondo della disabilità ,che poi è il mondo di tutti.
Il traguardo definitivo? Quando queste cose non saranno un pretesto, solo per parlarne!

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