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Nuove speranze per la scelorosi multipla

Notizia del 18 maggio 2009


Uno studio americano dimostra che i gatti sono capaci di aggiustare la guaina mielinica autonomamente. Secondo i ricercatori, l'ipotesi riguarderebbe anche l'uomo e potrebbe portare alla cura delle malattie dette "demielinizzanti" come la sclerosi multipla.
 
Si dice che il gatto abbia sette vite, nove addirittura secondo gli inglesi. Ma dietro ai proverbi e alla saggezza popolare si nasconde qualcosa di potenzialmente interessante per gli otto italiani su 100mila che soffrono di sclerosi multipla. Una ricerca condotta dall'università americana di Wisconsin-Madison, ha dimostrato che i felini domestici hanno la capacità di "riaggiustare" da soli la mielina, la sostanza gelatinosa che avvolge le fibre nervose e le protegge.

La sua degenerazione è causa di malattie come la sclerosi multipla, dette "demielinizzanti" proprio perché, in questi casi, la mielina viene attaccata e distrutta a opera del sistema immunitario. Gli studiosi hanno osservato,  nel gatto, la straordinaria capacità di convertire questo processo. Secondo i ricercatori, l'ipotesi potrebbe riguardare anche l'uomo. Più cauto il presidente di "Progetto Mielina" Fanni Canelles che spiega come negli esseri umani la mielina danneggiata viene persa e restano delle cicatrici chiamate "gliosi", il mancato recupero viene compensato accerchiando le fibre neuronali e creando nuovi collegamenti, "scavalcando" la guaina danneggiata. Nei gatti invece la situazione si è risolta senza bisogno di creare nuove diramazioni. Certamente interessante, ma non bisogna dimenticare che lo studio sull'uomo e diverso differisce da quello condotto su gli animali.

La mielina è anche conosciuta, proprio per la sua colorazione, con il termine di "materia bianca" del cervello,  cervelletto e midollo spinale.
Questa sostanza agisce come isolante e impedisce che l'impulso elettrico si disperda, assicurando così  una conduzione efficiente degli impulsi nervosi. Quando questo meccanismo si interrompe, la scienza affronta il problema attraverso il trapianto di cellule staminali, salvo il caso di disturbi estesi e più gravi.



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