Il nuovo esame, che fa parte di una
serie di ricerche in corso, non intende soppiantare l' amniocentesi ma
fornire risultati attendibili sui quali le donne possano basare la
decisione se procedere o meno con l'analisi piu' invasiva. Usato su 858
donne incinte nei primi tre mesi di gravidanza, il test ha individuato
correttamente tutti i casi di sindrome di Down nei feti, fornendo solo
un falso positivo. L'analisi sfrutta una nuova tecnica capace di
isolare ed analizzare frammenti di Dna del feto che circolano nel
sangue della madre da cui si puo' diagnosticare la presenza della
sindrome evitando inutili ricorsi alla amniocentesi, che comporta un
rischio, sia pure minimo, di aborti spontanei. L'esame prima ancora di
essere introdotto ha sollevato un'ampio dibattito etico negli Usa.