LE AZIENDE ITALIANE
SONO INACCESSIBILI
Notizia del 30 maggio 2008
A renderlo noto un rapporto dell’Osservatorio promosso dalla
School of Management e dall'Ict Institute del Politecnico di Milano, insieme
alla Fondazione Asphi Onlus. Tale analisi evidenzia una percentuale bassa di
impiego di tecnologie assistive (25%) e di interventi diretti ai sistemi
informativi per adeguare l’accessibilità da parte dei disabili.
Lo studio si è focalizzato su un campione di 165
responsabili dei Sistemi informativi e delle Risorse Umane di grandi imprese, e
un campione di 1060 piccole e medie imprese. Uno dei dati più rilevanti, in
questo senso, è che nelle grandi aziende la percentuale di disabili impiegata è
solo del 4% e di questi il 94% ricopre un ruolo da impiegato. Dal lato delle
piccole e medie imprese invece, solo il 21% ha adottato innovazioni
tecnologiche rilevanti dal punto di vista dell’accessibilità.
Le imprese, secondo il documento, tendono ad assumere
persone con disabilità assegnando loro mansioni che non richiedono l'accesso a
sistemi informativi, con un approccio che si può definire di "dissoluzione del problema",
come ha dichiarato Andrea Rangone, responsabile della ricerca.
La fondatezza di tale ricerca, e la credibilità di queste
conclusioni, ci lascia sconcertati: la tecnologia è un mezzo in continuo
progresso, nato con l’intento di unificare la società, essere accessibile a
tutti e quindi il più democratica possibile. Pensare che nel ventunesimo secolo
ci possa essere una sorta di “digital divide” nei confronti del mondo della
disabilità è assolutamente inaccettabile. E’ anche per notizie come queste che
perseguiremo sempre l’impegno di abbattere qualsiasi barriera di tipo fisico,
ma soprattutto, ed è questo il caso, culturale.