Anthai.org, il sito della disabilità.
Questa sezione è dedicata ad articoli tematici che rigurdano la vita quotidiana delle persone diversamente abili.
Secondo i dati dell’ISTAT, in Italia ci sono 2.800.000 persone disabili di età superiore ai 5 anni (di cui 2.000.000 sono anziani), pari al 5% della popolazione. Di questi la maggior parte è costituita da donne (66%), mentre gli uomini sono il 34%. Il 79% delle donne disabili ha più di 65 anni, mentre gli uomini disabili con la stessa età sono il 66%: tale indice è influenzato dal fatto che le donne oggi vivono più a lungo degli uomini. Il 4,7% del totale delle donne disabili è non vedente, il 2,4% sono sordomute, l’11,9% sono sorde, il 9,9% sono insufficienti mentali, il 21,9% hanno un’invalidità motoria, il 2,8% utilizzano la carrozzina e infine, il 46,2% hanno almeno un’invalidità. Inoltre, il 33% dei disabili è colpito da plurihandicap, e di essi il 67% è di sesso femminile e il 33% maschile; la maggior parte di costoro, comunque, ha più di 65 anni.
Sicuramente negli ultimi decenni la situazione delle donne disabili è cambiata. Oggi frequentano maggiormente la scuola e vi restano per tempi più lunghi, accedendo così a livelli di istruzione più alti (anche se all’università il numero di uomini disabili è superiore a quello delle donne con deficit); si sposano, continuando però a mantenere i rapporti con la famiglia d’origine; partecipano alla vita politica. A livello familiare, infatti, è maggiore il numero di donne disabili che contraggono matrimonio rispetto a quello degli uomini: tale dato è riscontrabile in particolar modo nella fascia d’età compresa tra i 15 e i 44 anni. Analogamente, è anche più alto il numero delle donne disabili che si separano piuttosto che quello degli uomini; infine, il 39,6% di donne con deficit vive da sola, contro il 13,2% dei maschi.
Purtroppo non è ancora migliorata la situazione inerente l’inserimento lavorativo: infatti il tasso di occupazione delle donne colpite da deficit è ancora notevolmente basso. Inoltre, anche se hanno un’occupazione, le disabili sono sottopagate, difficilmente fanno carriera e lavorano in condizioni precarie, oltre ad essere soggette a maltrattamenti. Solo il 2,1% di donne disabili lavora, contro il 6,9% di maschi disabili, mentre il 32,3% di donne non disabili è occupata contro il 56,8% di maschi non disabili. Le differenze aumentano se si considera la fascia d’età: infatti le donne disabili lavoratrici appartengono soprattutto alla fascia d’età che va dai 15 ai 44 anni (16,7%) piuttosto che a quella che va dai 45 ai 64 anni (7,2%). Le donne disabili che scelgono di fare le casalinghe sono il 30%, mentre le casalinghe non disabili sono il 29,3%. Tutto ciò comporta che solo il 2% delle donne disabili è economicamente indipendente, contro il 6,4% degli uomini. Addirittura in certi Paesi europei, come Portogallo e Irlanda, la situazione è peggiore:c’è infatti un tasso elevato di donne che non ha nemmeno i soldi sufficienti per mangiare!
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